Wanny Antonio Di Filippo

Il Premio Bel San Giovanni 2017 è stato conferito a Wanny Antonio Di Filippo per le seguenti motivazioni:

Wanny Antonio Di Filippo

Un uomo chiamato Bisonte

Nato ad Adria in Provincia di Rovigo, nel delta del Po. Negli anni sessanta del secolo XX, in pieno periodo hippie, scopre di avere una duplice passione: per la manualità e il disegno, intendendo parlare con le mani, to talk by hands, come ama dire. La passione si traduce in un lavoro per scommessa: nei fine settimana trascorsi da hippie in Costa Smeralda inizia a realizzare, utilizzando del pellame, sandali e bracciali da regalare agli amici, un lavoro primitivo, essenziale, senza cura per i dettagli, che piace agli amici.

Si trasferisce a Firenze, polo della pelletteria, dove inizia a fabbricare anche borse e cinture. Oggi l’Impresa, spostata a Pontassieve, annovera 70 dipendenti ed è presente a Firenze, Roma, Parigi, New York, Los Angeles, Hong Kong, Taiwan, Australia, Corea del Sud e Giappone, dove ha aperto ben 35 punti vendita, con il marchio del Bisonte, immagine di pace e di forza nella quale il Fondatore si riconosce.

L’industria non rappresenta però l’intero orizzonte degli interessi dell’Uomo chiamato Bisonte. Grazie alla sua filantropia, Firenze, sua patria di elezione, vedrà sorgere nella zona sud ovest della città un palasport polifunzionale, della capienza di 5.000 posti, che ospiterà, grazie a tribune retraibili, vari tipi di eventi sportivi quali la pallavolo, il basket, il calcio a cinque e il pallamano oltre al tennis, l’equitazione e attività extrasportive  nonché una palestra per gli allenamenti della squadra di pallavolo Azzurra Volley, di cui il Bisonte è patron, una sala wellness, un centro fisioterapico, gli uffici della società di pallavolo ed una sala convegni con una capienza di 300 posti.

Splendido esempio di una imprenditorialità filantropica che non esaurisce i suoi benéfici effetti nei limiti angusti dell’individualismo, ma ne rende partecipi, non solo coloro che hanno prestato e prestano la loro opera nel ciclo produttivo, ma anche, la collettività territorialmente circostante in una visione corale dei rapporti sociali, dando così concreta attuazione all’opera di elevazione morale e materiale della società.