“Grano turco” o farina di Castagne?

In questa nuova puntata della Videorivista “I Fochi della San Giovanni” il Prof. Giovanni Cipriani ci parla dell’arrivo del mais (o “graturco”) in Italia ed in particolare in Toscana, dove non fu molto apprezzato… In questa regione veniva preferita preferita la farina di castagne, con cui si facevano polenta,  pasta, necci (sulla montagna pistoiese) e il castagnaccio.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

 Ricetta del CASTAGNACCIO
  • Farina dolce di castagne: gr. 300
  • pinoli sgusciati: gr. 400
  • noci sgusciate: gr. 40
  • Uvetta: gr. 70
  • ramerino
  • sale
  • olio d’oliva

Setacciare la farina di castagna e porla in una zuppiera molto capace, poi diluire la con acqua fredda (circa mezzo litro) in modo da ottenere una pastella abbastanza liquida e senza grumi. Aggiungere due cucchiaiate d’olio, un pizzico di sale e l’uvetta precedentemente ammollata. Amalgamare ancora. Versare l’impasto in una tortiera rettangolare unta con l’olio e di dimensioni tali che il castagnaccio risulti alto circa un dito. Cospargere la superficie con i pinoli, le noci spezzate e qualche foglia di ramerino. Riscaldare il forno a 200°. Far colare circa 2 cucchiai d’olio sulla superficie del dolce per poi infornarlo e lasciarlo cuocere per 30 minuti. Il castagnaccio sarà pronto quando la superficie apparirà abbronzata, croccante e screpolata.