I Fuochi artificiali nella Storia e nell’Arte

Durante il secondo appuntamento di “Aspettando i Fochi. San Giovanni tutto l’anno” sono intervenuti i Professori Giovanni Cipriani e Carlo Sisi.

Ecco i loro interventi:

Prof. Giovanni Cipriani: I Fuochi d’artificio e la loro storia

Prof. Carlo Sisi: I “fochi” e le feste di Firenze. Una galleria di immagini

E i “Fochi”? Ecco qualche assaggino:


 

 

I Fuochi d’artificio e la loro storia

I Fuochi artificiali hanno un’antica tradizione, sono stati i cinesi ad inventarli intorno all’anno Mille. La polvere da sparo giunge in Europa attorno al 1200 e sarà studiata attentamente da Francesco Bacone, noto come filosofo, meno noto come studioso di scienze naturali e delle applicazioni che queste possono dare. Proprio a Francesco Bacone si deve infatti la formula che a lungo è stata usata per la realizzazione della polvere da sparo: zolfo, salnitro, polvere di carbone. Queste sostanze cominciano lentamente ad essere utilizzate non solo per armi da fuoco (che lentamente cominciano ad apparire soprattutto col pieno Quattrocento) ma si comincia a utilizzare la polvere pirica anche per manifestazioni festive. Il secolo in cui questo si manifesta in modo più compiuto è il Cinquecento quando ritroviamo studi e ricerche molto più approfondite. In particolare si distingue un bravissimo tecnico e studioso Senese, Vannoccio Biringuccio, che nel 1540 pubblica “La Pirotecnìa”, un’opera celebre e notevole per la presenza di un numero impressionante di xilografie inserite per mostrare tutte le applicazioni di cui si parla. In questo testo si parlava soprattutto dell’uso bellico della polvere pirica, o polvere “da sparo”: fusione, cannoni… Tuttavia all’epoca Cosimo I si mostrò interessatissimo alle manifestazioni non solo militari ma anche ludiche della polvere e cominciamo a vedere dei veri e propri fuochi artificiali che coinvolgono tecnici bravissimi: il Tribolo, ma soprattutto Bernardo Bontalenti. Bernardo Bontalenti aveva una specialità che era quella di realizzare delle girandole particolarmente elaborate e suggestive tanto che ebbe il soprannome di “Bernardo delle Girandole”. Ecco siamo ormai nel pieno Cinquecento e vediamo comparire questo aspetto. Ma il fuoco è tradizionalmente legato in particolare ad una delle feste fiorentine: lo Scoppio del Carro che avviene nel periodo pasquale. Inizialmente il carro del fuoco era caratterizzato semplicemente da  torce accese ma piano piano comincia ad essere utilizzata la polvere pirica per creare un aspetto ancora più scenografico.

Oggi l’aspetto dominante dei fuochi artificiali è il colore. Un tempo tuttavia non si sapeva come colorare i fuochi. Sarà il Bertollé, celebre chimico francese ad individuare una miscela esplosiva che può essere colorata: il clorato di potassio che ha potere esplosivo ma contemporaneamente può essere colorato..  Siamo nel 1787…  Quindi alla fine del Settecento cominciamo lentamente i Fuochi artificiali. Non ci sono più i Medici a Firenze ma ci sono i Lorena e anche loro saranno grandi sostenitori di questa forma di intrattenimento generale e troviamo molte manifestazioni legate proprio all’uso dei fuochi che ormai riempiono il cielo con i loro colori. Quindi è un cammino estremamente interessante per un utilizzo straordinario e bellissimo di questa polvere che purtroppo è anche uno strumento di morte, utilizzata per le armi, armi che vengono sempre più perfezionate. Ma vengono anche sempre più perfezionati i fuochi artificiali. Questi fuochi artificiali in particolare in Italia hanno trovato una larghissima diffusione e maestranze estremamente capaci in Campania. Napoli è uno dei centri più importanti per la lavorazione dei Fuochi artificiali.

San Giovanni è sempre più collegato a questo mondo di Festa, di divertimento, di allegria … I fuochi artificiali ci rendono più felici soprattutto perché di notte animano il cielo come fossero stelle… le vediamo cascare davanti ai nostri occhi